«Il maestro dei fiori stampatissimi... aristocraticizza anche i fiori di campo, adopera, pensa, si muove in un ideale di universo fiorito... nessuna via di mezzo. Il semplicissimo, il nulla-vestito-di-niente, o preziosismi alessandrini, squisitezze che si avvolgono su se stesse a spirale».
Dino Buzzati. “Corriere della Sera” - 17 luglio 1963.

Ken Scott, lo stilista della modernità e del colore, il “giardiniere della moda” dall’eclettica personalità. Arte fatta di peonie, rose, papaveri, girasoli, petunie e astri. Un rigoglio di fiori e natura che si spargono su camicie, foulards, beach-jamas, bikini, chemisier. E poi su borse, valigie, tessuti e oggetti per la casa… Un turbine creativo che ben si adattava a quella che sarebbe stata una delle stagioni più straordinarie della moda che segnò i Sixties e si impose come vero e proprio cult della cultura Seventies.
Oggi quello spirito e quell’idea del colore e dello stampato continuano a vivere grazie alla Ken Scott Foundation, creata dallo stilista nel 1989, che custodisce e utilizza tutto il materiale dell'archivio storico. Lo Studio Ken scott prosegue l'opera mantenendone lo stile.